la mostra

Il percorso della mostra si snoda lungo 5 sezioni. (dove?)
La prima sezione è una introduzione di carattere storico ai personaggi che hanno contribuito in diversi modi allo sviluppo dell’intelligenza Artificiale e della Robotica.
Ad esempio Ada Byron Contessa di Lovelace che inventò la programmazione moderna nel lontano 1830. Oppure Alan M. Turing, icona dello scienziato geniale dalla vita sregolata e piena di avventure che dette un impulso fondamentale allo sviluppo dell’I.A. con il suo storico articolo: “possono le macchine pensare?”
In questa sezione saranno descritte, per così dire, le gesta scientifiche ma anche quelle personali, dei suddetti personaggi.

Alan Turing 

La seconda sezione, ci introdurrà poi, al mito di Prometeo. Il tentativo, cioè, di riprodurre artificialmente la vita umana, anche se come mera imitazione, senza possedere nessuna intelligenza. Si va quindi dai Golem di mitica memoria ai più innocui e divertenti automi di legno del 1700.
     

Un particolare del "cervello" dell'Esapodo

Con la terza sezione si entrerà nel mondo stra-ordinario delle “macchine pensanti” dove potremo vedere decine di Robots all’opera.
In questa sala verranno affiancati una serie di esempi di comportamenti tipici del mondo naturale (la ricerca della luce, quella del cibo e il combattimento), esemplificati da immagini di animali, affiancati dagli stessi comportamenti dimostrati da alcuni robots “in carne e ossa!”.
Alla fine della sezione avremo compreso i principi del nuovo ramo della robotica noto come “behaviour engineering”

Il successivo passo nello stra-ordinario (la terza sezione) ci farà penetrare all’interno del cervello della macchina dove più di 100 “fotovori”, piccoli robots che si muovono nutrendosi di luce, rappresenteranno le miriadi di impulsi elettrici che all’interno del cervello elettronico permettono di far viaggiare le informazioni.
Qui verranno anche illustrate quali siano ad oggi le principali tecniche che, probabilmente, consentiranno di far veramente pensare le macchine: le reti neurali artificiali, la fuzzy logic, gli algoritmi genetici, ecc.

Uno dei robot fotovori (non è così veloce come sembra dalla fotografia !!!)


Il percorso ci condurrà poi attraverso una specie di tunnel virtuale che rappresenta tutta la complessità e l’apparente caos nel quale il nostro “io” si muove, fino ad arrivare alla fine del viaggio: uno specchio nel quale verrà riflessa l’unica intelligenza di cui siamo consapevoli, la nostra!

“Arrivederci, e ricordati di usare bene la tua intelligenza, qualunque cosa essa sia”
 Con questa affermazione nella testa varcheremo la soglia dello stra-ordinario, per ritornare alla realtà. In quest’ultimo spazio saranno esposti una serie di prodotti a rappresentare le attuali applicazioni dell’I.A. e della robotica nel mondo che ci circonda. Qui troveremo anche una serie di suggestioni provenienti dal cinema e dalla letteratura sotto forma di contributi filmati.

 

 

 

 

 

 

Un'altra vista dell'Esapodo